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Filiera Formaggi DOS Sicilia 

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Consorzio di Tutela della Vastedda della Valle del Belìce DOP

Il consorzio di tutela della Vastedda della valle del Belìce DOP è stato promosso dall’Associazione Regionale Allevatori della Sicilia, dall’Istituto di Zootecnica della Facoltà di Agraria di Palermo, dalla Provincia Regionale di Agrigento, dalla Provincia Regionale di Trapani, dalle Organizzazioni Professionali Agricole e dai Comuni di Santa Margherita Belìce”, Sambuca di Sicilia, Menfi, Sciacca, Partanna e Castelvetrano, nei quali lo squisito formaggio di pecora viene prodotto.

Con il decreto del MIPAAF ai sensi della Legge 21.12.1999 n.526, il consorzio assume il compito di proteggere e valorizzare il pregiato formaggio ovino a pasta filata e tutelare l'intero patrimonio storico-culturale e produttivo della Valle del Belìce

Le funzioni del consorzio:

Il marchio:Detiene e controlla il corretto utilizzo del marchio “Vastedda della valle del Belìce DOP”
Protezione:Riconosce e protegge tutti i detentori della tradizione belicina per la conservazione delle loro tradizioni
Controllo:Vigila sull'intera filiera produttiva riguardo le prescrizioni del disciplinare di produzione a garanzia dela qualità del prodotto
Promozione:Supporta le attività promozionali, le campagne stampa, attività di pubbliche relazioni in fiere, eventi e manifestazioni

Il consiglio di amministrazione è l'organo esecutivo e ammministrativo del Consorzio. Deve attuare gli indirizzi determinati dall'assemblea.

Consorzio di Tutela della Vastedda del Belice DOP 

Via dell'Amicizia, 26 - Poggioreale (TP)
Tel: +39 342 1501366

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formaggio

Scheda tecnica di prodotto 

DESCRIZIONE
La Vastedda della Valle del Belìce DOP è un formaggio a pasta filata ottenuto da latte ovino intero, crudo, di pecore di razza Valle del Belìce, alimentate al pascolo, o con foraggi freschi, fieno, paglia o altro materiale vegetale fresco.

ZONA DI PRODUZIONE
La zona di produzione della Vastedda della Valle del Belìce DOP interessa 18 comuni delle province di Agrigento, Trapani e Palermo, nella regione Sicilia.

METODO DI PRODUZIONE
Il latte, di una o due mungiture, deve essere lavorato entro e non oltre le 48 ore. Viene quindi filtrato con appositi setacci e/o filtri in tela, riscaldato fino alla temperatura massima di 40°C in caldaie di rame stagnato, a fuoco diretto di legna o gas, e infine addizionato con caglio in pasta di agnello. La cagliata così ottenuta deve quindi essere rotta per mezzo della cosiddetta rotula, fino a formare grumi delle dimensioni di un chicco di riso. La cagliata viene lasciata riposare per cinque minuti prima di essere prelevata e trasferita, senza essere pressata, in fuscelle di giunco. Dopo 24-48 ore la cagliata inacidita viene tagliata e inserita nel recipiente di legno denominato piddiaturi, dove viene ricoperta di scotta o acqua calda (80-90°C) per 3-7 minuti finché la massa diventa compatta e può essere filata. Fuori dall’acqua si formano poi dei cordoni, che sono ripiegati e modellati in trecce, dalle quali si ricaveranno delle sfere che, lavorate a mano e poste su piatti fondi di ceramica, prenderanno la forma tipica della Vastedda. Una volta raffreddate, dopo 6-12 ore dalla filatura, le forme vengono salate in salamoia per un tempo variabile da 30 minuti a due ore e dopo 12-48 ore sono pronte per essere consumate.

ASPETTO E SAPORE
La Vastedda della Valle del Belìce DOP è un formaggio dalla tipica forma di focaccia, con diametro di 15-17 cm e peso di 500-700 g. È priva di crosta, la superficie è bianco avorio e liscia mentre la pasta è bianca, liscia e non granulosa, priva di occhiatura. Il sapore è quello tipico dei formaggi di pecora freschi, un po’ aciduli ma non piccanti.

GASTRONOMIA
La Vastedda della Valle del Belìce DOP si conserva in luogo fresco e asciutto, per pochi giorni. Va infatti consumata fresca e non si presta alla stagionatura. Abbinamento semplice e gustoso allo stesso tempo è quello con qualche goccia di olio di oliva e un po’ di origano. È ottima anche come ingrediente di molti timballi di pasta. La Vastedda della Valle del Belìce DOP, considerata anche come una mozzarella ovina, viene utilizzata nella preparazione di panini e pizze. Consigliabile l’abbinamento con un buon bicchiere di vino bianco siciliano, magari un Grillo o uno Chardonnay.

NOTA DISTINTIVA
La Vastedda della Valle del Belìce DOP è uno dei rari formaggi ovini a pasta filata del mondo, poco diffusi in quanto la filatura del latte di pecora è particolarmente difficile e richiede manualità, delicatezza e cura meticolosa. Il nome vastedda deriva dal piatto in ceramica dove la forma viene lasciata a riposare dopo la filatura.

Scheda prodotto completa disponibile sul sito ufficiale di Fondazione Qualivita

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